Da segnalare anche l’esordio di Marco Etcheverry, soprannominato el Diablo, il miglior calciatore boliviano degli anni novanta, che si fece espellere dopo tre minuti dal suo ingresso in campo (era subentrato al 34º minuto della ripresa a Ramallo) per un calcio a Lothar Matthäus. Nonostante avesse raccolto fino a quel momento un solo punto, la Bolivia nutriva ancora qualche speranza di ottenere la qualificazione agli ottavi, a patto di battere la Spagna guidata da Javier Clemente, ma perse 3-1 con rete su rigore di Josep Guardiola nel primo tempo, raddoppio di José Luis Caminero al 65º minuto della ripresa e risposta di Sanchez un minuto più tardi, l’unica rete segnata dalla Bolivia ai mondiali, con ancora Caminero a chiudere i conti. Una rete di Gabriel Batistuta segnò la vittoria argentina per 1-0 alla prima giornata, il 17 giugno; seguirono poi due pareggi, il primo per 1-1 con la Colombia, il secondo per 0-0 con il Messico.
L’obiettivo principale del nuovo CT, l’ex nazionale Carlos Aragonés, era ben figurare nelle eliminatorie del campionato del mondo 2002, che si sarebbero svolte nell’arco di venti mesi, tra il 2000 e il 2001. I boliviani inanellarono tre partite senza vittorie (sconfitte esterne contro Argentina e Uruguay e pari in casa contro la Colombia) prima di recarsi in casa del Giappone per disputare la Coppa Kirin del 2000 contro la nazionale di casa e la Slovacchia. Accoppiata ad Argentina e Brasile, la Bolivia riuscì a superare l’Albiceleste per 2-1 a La Paz con doppietta di Jesús Reynaldo; lo stesso risultato si ripeté contro il Brasile, ma nelle due gare di ritorno la Bolivia subì altrettante sconfitte. Nel 1994 la Bolivia giocò molte amichevoli di preparazione con squadre d’ogni continente: nel periodo febbraio-giugno giocò 12 gare pre-mondiale. Dopo una lunga serie di amichevoli con squadre centroamericane (Honduras, El Salvador, Stati Uniti) e sudamericane, la nazionale boliviana si presentò alla Coppa America 1993 senza molte aspettative, benché la rosa fosse composta da elementi di discreto valore. Nel gruppo C la selezione andina si trovò ad affrontare Argentina, Colombia e Messico, prima nazionale centroamericana a disputare la Coppa America. La Bolivia chiuse la coppa all’ultimo posto nel proprio gruppo.
Il torneo amichevole si chiuse con due sconfitte dei boliviani, con il medesimo punteggio (2-0). Nelle eliminatorie i risultati dei boliviani furono molto deludenti: in trasferta furono persi tutti gli incontri e a La Paz furono centrate solo due vittorie, contro il Perù e il Cile. Il 17 giugno la Verde esordì contro la Germania nella prima partita del torneo e perse per 1-0, a causa di un gol di Jürgen Klinsmann viziato da una maldestra uscita dell’estremo difensore boliviano Carlos Trucco. Seguirono poi il pareggio per 1-1 con il Perù (21 agosto), quello per 2-2 con la Bolivia (31 agosto) e infine la sconfitta per 2-1 con i peruviani a Lima (4 settembre), che determinò l’ultimo posto boliviano nel girone, con 2 punti e zero vittorie. La nazionale boliviana integrò il gruppo B, formato da Brasile, Colombia, Ecuador e Uruguay: al debutto, la Bolivia pareggiò per 1-1 con l’Uruguay. Sconfitta dal Brasile nella gara successiva, la squadra ottenne un altro punto grazie allo 0-0 con la Colombia, ma fu poi superata per 4-0 dall’Ecuador e al termine della coppa fu ancora una volta l’ultima classificata del proprio gruppo. Per la coppa, tornata a disputarsi in un solo paese dopo tre edizioni senza sede fissa, furono chiamati diversi giocatori d’esperienza e alcuni di rilievo, ma la squadra non pareva superiore rispetto alle edizioni precedenti.
Durante la competizione la Bolivia pareggiò per 0-0 con il Paraguay e perse 2-0 con la Colombia, chiudendo al secondo posto su 3 squadre (riuscì a ottenere un miglior piazzamento rispetto al Paraguay grazie alla miglior differenza reti, -2 contro -3). Ciò significa che c’è una forte richiesta di maglie da calcio, sia per le squadre professionistiche che per i tifosi che vogliono mostrare il loro sostegno. Qui troverai una vasta selezione di maglie SSC Bari, inclusi modelli storici e moderni, perfetti per ogni appassionato. Per tutto il 1998 la selezione boliviana rimase inattiva; riprese a giocare il 24 gennaio 1999 con un’amichevole contro gli Stati Uniti. Il 25 luglio 1993 sconfisse il Brasile per 2-0 a La Paz: si trattò della prima sconfitta della selezione verdeoro nelle qualificazioni mondiali. Le qualificazioni al mondiale di Germania 2006 proseguirono con un trend negativo: delle successive 11 partite la Bolivia non ne vinse che 2, contro Venezuela e Perù, terminando il girone eliminatorio sudamericano all’ultimo posto. Come tre anni prima, la Bolivia uscì al primo turno, con un bilancio di due pareggi (2-2 contro Venezuela e Perù) e una sconfitta (1-0 contro l’Uruguay). La casacca, principalmente gialla, è abbinata al blu del girocollo e delle strisce sulle spalle, così come ai disegni geometrici sulla parte frontale che vanno a formare su entrambi i lati del busto le tre bande iconiche del brand durante gli anni 90. Curiosa la scelta dei numeri sul retro della casacca: all’interno dei quali saranno inseriti i volti delle donne storicamente importanti per la nazione.
È possibile trovare maggiori informazioni su maglie del real madrid sulla nostra homepage.